lunedì 10 marzo 2014

Storia dei Mondiali di calcio: le origini

Inghilterra, Uruguay, Costa Rica. L’avventura azzurra ai Mondiali di Calcio riparte da queste squadre, il giugno prossimo in Brasile. Sarà la ventesima edizione della Coppa del Mondo, la seconda che si disputa nella terra dei carioca dopo quella del 1950.
E’ una storia affascinante quella della massima competizione dello sport più popolare del pianeta. Vi proponiamo di ripercorrerla con noi su Youandnews, dagli albori fino al momento in cui la Nazionale allenata da Cesare Prandelli salirà sull’aereo che la porterà a Fortaleza, dove il 14 giugno affronterà i tradizionali rivali di sempre, gli inglesi di Rooney & C.
Il girone D a cui partecipa l’Italia è di per sé carico di storia. Tre vincitrici della Coppa si affrontano per due posti negli ottavi di finale, oltre al Costa Rica. Gli azzurri hanno vinto la Coppa quattro volte, e sono al secondo posto nella graduatoria assoluta dopo il Brasile, paese organizzatore che ha vinto cinque volte. Due volte ha vinto l’Uruguay, nella prima edizione e nella precedente organizzata in Brasile, ai danni dei padroni di casa. Una volta hanno vinto gli inglesi, nell’edizione casalinga del 1966 ai danni della Germania Ovest con il contestatissimo gol “fantasma” di Hurst.
Le altre vincitrici sono l’Argentina dei tempi di Maradona, la Francia di Zinedine Zidane, La Germania non ancora riunificata, da Fritz Walter a gerd Muller fino a Jurgen Klinsmann.
La storia che vi vogliamo raccontare cominciò ad Amsterdam, nel 1928. Il calcio era già diventato uno degli sport più popolari in tutto l’orbe terracqueo, se non il più popolare. Tanto da meritarsi l’inserimento tra le discipline olimpiche fin dall’edizione del 1900 a Parigi, nonché una propria organizzazione, la Fédération Internationale de Football Association, o FIFA, che alla fine degli anni venti arrivò alla decisione di istituire una competizione specifica al di fuori della manifestazione olimpica, che con il vincolo allora vigente del dilettantismo non permetteva tra l’altro la partecipazione degli atleti migliori e l’espressione dei veri valori sul campo.
Malgrado all’epoca i “maestri” fossero gli inglesi, la federazione era in mano ai francesi. Furono due di loro ad avere l’idea giusta, ed a realizzarla. Il presidente della federazione francese Henry Delaunay propose a quella internazionale l’istituzione di un torneo e di un trofeo dedicato al calcio, o football come si chiamava e si chiama tutt’ora in tutte le lingue in omaggio alle sue origini anglosassoni. La federazione internazionale, nella persona del suo presidente – anch’egli francese – Jules Rimet, accolse subito l’idea e bandì la prima competizione per l’anno 1930, avendo la felice intuizione di sfalsare di due anni la kermesse calcistica rispetto a quella olimpica, per evitare confusioni e sovrapposizioni.
La coppa in palio fu commissionata ad un orafo parigino, LaFleur, già allievo di Cartier. Questi realizzò una versione della Nike, la “vittoria alata” di ispirazione greca, nello stile “liberty” all’epoca imperante. Fu stabilito che il trofeo sarebbe stato messo in palio ogni quattro anni e passato da un detentore all’altro, finché sarebbe rimasto per sempre nel paese che se lo fosse aggiudicato per tre volte.
Restava solo da scegliere il primo paese organizzatore. Già a quell’epoca il valore del football come veicolo propagandistico soprattutto politico stava emergendo prepotentemente. Nel 1930 cadeva il centenario dell’indipendenza di uno dei più antichi e prestigiosi stati sudamericani, l’Uruguay. Fu deciso quindi di inviare la coppa denominata Victory a Montevideo, affinché lì attendesse di essere raccolta dalle mani del capitano della squadra vincitrice di quella prima edizione, che l’avrebbe conservata per i successivi quattro anni.

Il 21 giugno 1930 la coppa fu quindi imbarcata sulla nave italiana Conte Verde, che salpò dal porto francese di Villefranche-sur-mer, nei pressi di Nizza, alla volta di Montevideo. Ed è qui che comincia la nostra storia.

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