venerdì 1 aprile 2016

Storia degli Europei di calcio: Le origini



Erano due amici fin dal tempo in cui il loro connazionale de Coubertin aveva riportato in vita i Giochi Olimpici, infondendo loro uno spirito dilettantistico puro che forse non era esistito neanche nell’antica Olimpia. Il tempo in cui la Francia si illudeva ancora di poter mantenere una grandeur che il campo di battaglia della Prima Guerra Mondiale aveva mostrato essere anch’esso un ricordo del passato con venature mitologiche, malgrado la vittoria. Il tempo in cui la Gran Bretagna premeva per esportare il gioco che aveva reinventato (dopo gli esordi rinascimentali fiorentini) nei propri colleges e farne il gioco più bello e più importante del mondo, assumendone la guida proprio a scapito degli amici-nemici d’Oltremanica.
Henri Delaunay e la coppa che porta il suo nome
Jules Rimet ed Henri Delaunay avevano fatto per il football quello che il barone de Coubertin aveva fatto per gli sport olimpici. Gli avevano dato una organizzazione planetaria che ogni quattro anni celebrava la propria liturgia e la propria apoteosi nel Campionato del Mondo per Nazioni. Rispettivamente presidente della FIFA e suo braccio destro per il continente europeo (l’UEFA come istituzione sarebbe arrivata solo nel 1954), i due dirigenti sportivi francesi erano riusciti a spostare l’attenzione degli appassionati dal torneo olimpico di calcio (l’ultimo nel 1928 ad Anversa l’aveva vinto l’Uruguay dei mitici Andrade e Petrone) al mundial che ebbe luogo in prima edizione proprio nel paese sudamericano che era considerato allora la Svizzera del Sudamerica, e che festeggiava nel 1930 il centenario della sua indipendenza.
L’appetito vien mangiando, ed al mondiale a cadenza quadriennale la FIFA ebbe l’idea di alternare campionati continentali. Il Sudamerica aveva già la sua Copa de América fin dal 1916. Il subcontinente latino-americano, che aveva smesso all’epoca di essere teatro di sanguinose guerre di indipendenza e civili, aveva trasferito la propria turbolenza endemica sui campi di calcio. La finale del 1930 tra Uruguay e Argentina fu drammatica non tanto per il numero dei gol segnati (4-2 per i padroni di casa) quanto per il numero dei morti e feriti che si registrarono sugli spalti. La Copa inizialmente si giocava gli anni dispari, ogni due. Solo in seguito la cadenza diventò quadriennale, sempre ad annate dispari per non sovrapporsi né ai Mondiali né alle Olimpiadi.
Per l’Europa, la patria del gioco e dello sport in genere in senso lato, il discorso era più complicato. Fino agli anni Quaranta del secolo, gli istinti competitivi dei suoi abitanti si erano sfogati sui campi di battaglia piuttosto che su quelli di gioco. L’idea di un campionato europeo risaliva indietro tanto quanto quella che si era concretizzata nella Coppa del Mondo, ma si dovette aspettare che si diradassero i veleni lasciati in circolo dalla Seconda Guerra Mondiale perché potesse diventare realtà anch’essa.
Se Jules Rimet (in qualità di segretario FIFA) aveva dato il proprio nome alla Coppa del Mondo, ad Henri Delaunay (primo segretario della neonata UEFA dal 1954) fu intitolato invece il Campionato Europeo per Nazioni. A differenza del più celebre collega, Delaunay non fu tanto fortunato da poter tenere a battesimo la propria creatura. Scomparve infatti nel novembre 1955, quasi un anno prima di Rimet, ed il suo testimone fu preso dal figlio Pierre, a cui toccò provvedere ai dettagli organizzativi della Prima Edizione.
La coppa di Chobillon
Tanto per cominciare mancava un trofeo da mettere in palio. Qualcosa che potesse sollecitare l’immaginario collettivo al pari della mitica Coppa Victory, poi diventata Coppa Rimet, destinata ai campioni del mondo. La Coppa Henri Delaunay fu commissionata dal figlio Pierre all’orafo parigino Chobillon, che la realizzò dal 1957 al 1959, giusto in tempo per la disputa della prima edizione prevista per la primavera dell’anno successivo.
Poi mancava un regolamento. Tanto per mantenersi sul copione di un film già visto, alla prima edizione dettero forfait nazionali del calibro di Germania Ovest, Italia e Inghilterra, probabilmente per la concomitanza con l’Olimpiade di Roma. L’europeo nasceva gravemente malformato, e per di più privo di tre potenziali paesi organizzatori. Si optò pertanto per una formula leggera, con eliminatorie da disputarsi tra andata e ritorno a casa dei paesi partecipanti, ed un girone finale a quattro tra le vincitrici delle eliminatorie, da disputarsi nel paese di una delle quattro.
In un modo o nell’altro, comunque, l’Europa ebbe i suoi Championnats. Il torneo poteva cominciare. L’albo d’oro e la Coppa Delaunay aspettavano di iscrivere il nome della prima nazione vittoriosa.

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