giovedì 4 agosto 2016

DIARIO OLIMPICO: Valentina Vezzali, la leggenda

3 agosto 2012

LONDRA - Alzi la mano chi non si è commosso, quando Valentina si è inginocchiata dopo aver messo a segno la quarantacinquesima stoccata che è valsa la medaglia d’oro alla squadra di fioretto femminile italiana a Londra, ennesimo trionfo di una scuola e di un movimento che non hanno più limiti. E di una campionessa come non ce ne sono mai state e non ce ne saranno, forse, più.
Schiantata anche la Russia 45-31, dopo la Francia in semifinale, la squadra italiana ha bissato, per l’ennesima volta, l’apoteosi della prova individuale. Alla premiazione c’erano solo le azzurre sul palco, a ballare la loro gioia di fronte al mondo. E in mezzo alle azzurre c’era lei, come tante altre volte negli ultimi vent’anni.
E’ stato un doveroso omaggio ad una carriera leggendaria che lei sia stata scelta come portabandiera della squadra italiana a Londra. Ed è stato un omaggio altrettanto doveroso che l’ultimo assalto in pedana sia toccato a lei, che forse abbiamo visto danzare per l’ultima volta con il fioretto in pugno, fino all’urlo liberatorio finale.
Grande Valentina. La fuoriclasse che nasce una volta ogni cento anni. E pensare che alle prime olimpiadi della sua carriera, quelle di Barcellona 1992, non fu neanche convocata, tanto era forte la squadra di allora con Tillini, Bianchedi & C, nonostante lei avesse già nel suo palmares vari allori europei e mondiali. Ma si rifece a partire da Atlanta 1996, argento individuale e oro con la squadra. E da allora non si è fermata più.
Tre ori consecutivi a Sidney, Atene, Pechino. Nel mezzo una maternità che non l’ha minimamente menomata, restituendola anzi più forte di prima. Nella prova individuale è stata la terza sul podio, dietro le più giovani colleghe Di Francisca ed Errigo, la nouvelle vague a cui sta passando il testimne. Nella finale per il bronzo, ha
rimontato da 8-12 a 13 secondi dalla fine, con 5 stoccate consecutive. Una cosa mai vista, e forse l’immagine più forte che ci porteremo dietro di lei.
Prima delle olimpiadi di Londra, Valentina – che ha eguagliato il record di vittorie del leggendario Edoardo Mangiarotti (19) – ha fatto sapere che con queste si concluderà la sua carriera. E’ giusto così, Valentina. Resteremo con l’ultima immagine di te, grandissima e invincibile, inginocchiata a lanciare un urlo di vittoria che non finirà più.

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