sabato 11 giugno 2016

DIARIO AZZURRO - CAHIERS DE PARIS: EURO2016 Si comincia male

La cerimonia di apertura di Euro2016 la fanno gli hooligans inglesi a Marsiglia. Era tanto tempo che non si vedevano all’opera, non è un caso che si riaffaccino alla ribalta in terra di Francia. In questo crocevia vero o presunto dello scontro di inciviltà che sta avendo luogo nel mondo occidentale.
E’ un bene che la signora Margaret Hilda Roberts coniugata Thatcher non sia più tra noi, a deprimersi alla vista del cattivissimo uso che la classe politica non soltanto del suo paese ha fatto della principale delle sue eredità politiche, dei suoi contributi alla gestione della civile convivenza nella nostra martoriata società.
Dopo il disastro e la carneficina dell’Heysel, la Lady di Ferro chiese e ottenne l’isolazionismo sportivo britannico per cinque anni. Un periodo che mise a frutto per far passare la voglia a quella feccia della società del suo paese che si mescolava al tifo sportivo infangando la sua immagine e mettendo a ferro e fuoco le sue città e quelle del continente dove si trasferiva occasionalmente.
Ancora oggi, chi si sogna in Inghilterra di buttare una cartaccia allo stadio fuori degli appositi cestini, rischia un trattamento da parte delle locali forze dell’ordine tale da fargliene passare per sempre la voglia. Ai novelli hooligans resta solo la possibilità di esprimersi in trasferta. Sul continente, dove governi e società che non hanno avuto la fortuna di beneficiare di niente di analogo alla sig.ra Thatcher sono assai più compiacenti.
Del resto, in Francia sono abituati a dare libertà di espressione a qualsiasi spostato con velleità di perseguitato politico. Dai tempi in cui ospitavano le nostre Brigate Rosse in esilio, a quelli in cui davano ricetto ai Khomeini di tutto il mondo, a quelli attuali in cui hanno permesso alla sedicente Isis di vivere e prosperare come da poche altre parti al di fuori del mondo islamico, i cugini francesi hanno molto da rimproverarsi in materia.
E molto di cui preoccuparsi. Chissà se, al punto in cui sono arrivate le cose, il campionato europeo di calcio più blindato della storia riuscirà ad arrivare in fondo senza danni e senza drammi.
Nel frattempo, un primo danno lo fa sicuramente – a livello di immagine – la cerimonia d’apertura ufficiale allo Stade Saint Denis. Il famoso, o forse sarebbe meglio dire famigerato, DJ locale David Guetta, in collaborazione con la cantautrice svedese Zara Larsson danno vita ad una performance talmente scadente, con la inascoltabile This one’s for you (e i francesi che si fanno cantare in faccia in inglese, o tempora o mores!), da far rimpiangere la Jennifer Lopez di San Paolo all’inaugurazione del mondiale brasiliano.
David Guetta e Zara Larsson
Al peggio non c’è mai fine, dice un noto proverbio, e allora subito in campo Francia e Romania per il match inaugurale. Se i padroni di casa sono i favoriti, nel prossimo mese celebreremo le esequie del gioco del calcio, almeno così come l’abbiamo conosciuto. I transalpini sono una squadra di onesti pedatori in velocità. Spacciarli per un’equipe in grado di rinverdire i fasti dell’84 o del 98, così come paragonare il pur forte Paul Pogba a Michel Platini (il giocatore, non il manager) o Zinedine Zidane, rende un pessimo servizio soprattutto a loro stessi.
La Romania è una formazione quadrata, ancorché dal livello tecnico abbastanza approssimativo. Ma quanto basta per chiarire le idee su certi pronostici. Il gol che sbaglia al primo minuto metterebbe la partita subito sui binari della scoperta del bluff francese. Le roi c’est nu, il re è nudo. I galletti corrono, qualcuno di loro ha anche idea di come addomesticare il pallone. Ma se hanno qualche chance di arrivare al 10 luglio, è giusto perché giocano in casa. E perché arbitri come questo Kassai non potranno non tenerne conto.
Dimitri Payet match winner
Senza la gomitata di Giroud a Tatarusanu e la prodezza estemporanea di Payet al ’90, la Francia avrebbe cominciato il suo Europeo piangendo. Ci sarà tempo per farlo più avanti, semmai. Basteranno allo scopo una Spagna o una Germania all’altezza delle loro più recenti versioni.
Certo, Griezmann e Payet sono tanta roba, come attaccanti. Ce li avesse Conte staremmo qui a fare ben altri discorsi. Forse Conte stesso avrebbe atteso di firmare per il Chelsea, in luogo di prevedere una poco gloriosa conclusione della sua esperienza sulla panchina azzurra.

Quando l’Italia parte senza pronostico, storicamente arriva bene. Per ora, consoliamoci così.

Nessun commento:

Posta un commento